L’Italia è in ginocchio – no ometti, non per fare ciò che pensate ogni qual volta che sentite l’espressione “in ginocchio” che peraltro vuol dire specialmente “implora pietà” – la colpa viene data al governo Prodi – che per carità ha fatto cagare – .
Peccato che Prodi – che pare sia realmente tornato a fare il nonno, e che io spero che li resti – si è trovato uno Stato con le tasche vuote – ovvero con debito pubblico altissimo – e come si riempiono le “tasche” di uno stato? Tassando i suoi cittadini, e perché lo stato si è ritrovato con le tasche vuote? Per colpa dei governi precedenti, e chi era a capo dei precedenti governi? Berlusconi – Prodi – Berlusconi – che paese vario -. E quindi di chi è la colpa alla fin fine? Dello Psiconano, anche ma non solo ma ANCHE. Appurato questo in maniera comprensibile anche a chi si ostina a votare Berlusconi, ci vuole pazienza con certa gente dura di comprendonio – e sottolineando il fatto che il NacoproffProdi almeno ha fatto rientrare l’Italia nei parametri del sistema monetario Europeo – adesso tocca analizzare l’odierna situazione.
Il governo Prodi è caduto per colpa di Mastella, Mastella è stato portato in Parlamento da Prodi – erano alleati – e non solo è stato pure nominato Ministro della Giustizia da Prodi – si più ne parlo è più è chiaro che sia stato un gran pirla – ora che tutti lo dissacrano tocca ricordare che al sud Mastella aveva ed ha una percentuale di voti altissima, quindi, amori miei, a votarlo siete stai voi, mica io che c’ho la coscienza pulita manco l’avessi lasciata stanotte in varechina…
La legge elettorale non è cambiata – colpa di Berluska che ha detto NO, colpa di Prodi che neanche quello è riuscito a fare in 2 anni –
Stiamo in campagna elettorale, tra 25 giorni si vota, ma cosa? Chi? Perché?
Water viaggia sul suo camioncino dei playmobil verde per l’Italia e candida chiunque, dall’operaio della Tissen, unico sopravvissuto, alla bionda fighetta, al gggiovane imprenditore, fino ad arrivare a grande puffo passando per Gargamella, ovviamente, promette miracoli manco fosse Padre Pio – anche se non escludo che come colpo di scena finale possa farsi venire le stimmati – . La sua è la politica del maanche ovvero l’odierna visione del “tutto fa brodo” – che poi il brodo venga male è un’altra storia. Una cosa giusta l’ha detta quando a porta a porta che la campagna elettorale si gioca fino alla fine perché non siamo più negli anni 70’ dove uno la mattina si svegliava col pensiero di essere della DC o comunista o fascista, è vero, è così, peccato che il tono positivo usato era errato. La politica – quella vera, quindi non questa – è fatta di ideali specifici ed il fatto che oggi una persona non sappia bene quali sonomi suoi ideali, beh, non ha nulla di positivo, ma a Lui che gli frega, l’importante sono i sondaggi, l’importante è vincere, l’importante è il potere.
Votare lo Psiconano è per me come votare Totò Riina, contro ogni logica del giusto, anche Lui – che ogni tanto collassa, ma non muore mai, ahimè – vaga per l’Italia, sotto braccio all’avvoltoio Fini, consiglia alle precarie dal bel sorriso – e culo – di sposare miliardari – velato, ma non troppo, incitamento alla prostituzione, questo è vero, come è vero che c’è chi accetta e mette in pratica tale consiglio – lascia soldi in mano alle signore che disperate e poco dignitose confessano di non arrivare a fine mese – Achille Lauro docet – è legato alla Lega – ma solo al nord comparirà il simbolo, al sud c’è già troppa immondizia -, strappa in programmi degli avversari e firma contratti – da cui si può recedere, ovviamente – con gli Italiani, è uno show man, qualcuno gli dica che siamo in campagna elettorale non a X FACTOR.
Sono sempre stata rossa – anche se non ho mai mangiato bambini, credo siano indigesti – a modo mio, ovviamente il più giusto: non metterei mai in casa i busti di Lenin e Stalin – in quanto criminali assassini – non ho mai gridato né griderei in piazza “borghesi ancora pochi mesi”, perché sono una borghese come la maggior parte di quelli che l’hanno urlato lo urlano e lo urleranno – Bertinotti è borghese, Diliberto è borghese Frenk ‘nrg è borghese i Modena sono borghesi, insomma chi vogliamo prendere per il culo??? -, sono contro le etichette quindi per me non esistono proletari o borghesi, esistono persone, e punto. Sono per la pace ma non sono pacifista – perché è diverso – non ho la bandiera colorata con scritto PACE ma sono contro ad ogni forma di violenza, lo so io inutile sbandierarlo. Non mi vesto con pantaloni larghi magliettoni e non ho i rasta – un tempo avevo i capelli neri e blu e mi vestivo stranissima ma perché mi piaceva tanto essere un cartone animato – visto che andare a parlare con referenti di grandi società conciata così sarebbe ridicolo, amo i tailleur, il nero ed i tacchi alti, amo la libertà di potersi vestire in qualsiasi modo senza essere giudicati. Non compro mai nulla da equo e solidale anche se mi sento equa e solidale lo stesso. Non ho mai indossato la Kefia e non sono filo palestinese, ma neanche filoisraeliana comprendo le ragioni di entrambi i popoli ma che una “ragione” porti al massacro non la comprendo. Sono femminista, ovvero credo che A PARITA’ di capacità le donne debbano avere le stesse identiche possibilità – in qualsiasi campo – di un uomo, ma credo anche che molto spesso le donne, alcune donne, si vendano per troppo poco, e comunque col cazzo brucerei il mio wonderbra il piazza; Sono agnostica e non atea, credo che la religione limiti fortemente la visuale, non sono assolutamente anticlericale e rispetto qualunque credo purchè non venga imposto, però no, ne questo Papa ne questa Chiesa mi piace; credo fermamente che il 68 una svolta l’abbia data, credo che alcune libertà ed alcuni TABU sono stati veramente frantumati, ma credo anche, che, oggi più che mai, alcuni TABU debbano tornare perché non esiste niente di più divertente che infrangerli di nascosto, la conquista è la parte più bella. Il piacere della conquista oggi è stato dimenticato; non credo che le forze dell’ordine siano composte da criminali, ma credo che alcuni componenti lo siano; non sono antiamericana, non mi piace Bush, non sono fautrice del sogno americano ma l’America la voglio vedere e che stia anni luce avanti a noi, in parecchie cose è un dato di fatto per me inopinabile, non credo che noi siamo stati salvati, i partigiani hanno fatto molto con molto meno, credo però che nel 45 ci abbiano dato una gran mano e che non per questo la gratitudine debba essere eterna; ho amato Che Guevara, ho letto e so perfettamente chi è, uno dei miei viaggi ideali è quello di 4 settimane a Cuba, girarla in lungo ed in largo, conoscerne le viscere, non per questo sfoggio o sfoggiavo magliette rosse con la faccia del Che, le passioni non vanno nascoste ma neanche omologate.
Ho sempre votato Rifondazione, ma ora mi sembra totalmente assurdo votare la Sinistra Arcobaleno, sarebbe un voto sprecato sarebbe, un indiretto voto Berlusconiano, li votavo perché nonostante i loro errori mi sembravano vicine alle mie idee e coerenti a loro stessi – magra consolazione, un’insalatina verde dopo giorni di digiuno – ma dopo che Bertinotti ha accettato la presidenza della camera mi sono ricreduta, ora che nel simbolo hanno tolto la falce ed il martello sono stata delusa, e quell’insalatina verde ora come ora non mi sembra così male.
Annullare il voto è la mia decisione finale, o quasi, perché pare che annullando il voto in realtà – sempre in base alla vigente legge elettorale – che il voto nullo vada ad alimentare il premio di maggioranza della coalizione che risulterà vincente, su questo, appena il lavoro mi ridarà il tempo di un respiro profondo mi informerò seriamente.
Non votare, non recarsi alle urne a me dispiace, rinunciare ad un diritto e non far fronte ad un dovere importante come scegliere chi mi governa, la trovo un’ingiustizia da parte di chi ci ha disillusi, ma no, stavolta, stavolta il “male minore” non avrà il mio OK, stavolta a compromessi non si scende…