…UNA GOCCIA DI SPLENDORE…











{Marzo 20, 2008}   …politicamente corretta…

L’Italia è in ginocchio – no ometti, non per fare ciò che pensate ogni qual volta che sentite l’espressione “in ginocchio” che peraltro vuol dire specialmente “implora pietà” – la colpa viene data al governo Prodi – che per carità ha fatto cagare – .

Peccato che Prodi – che pare sia realmente tornato a fare il nonno, e che io spero che li resti – si è trovato uno Stato con le tasche vuote – ovvero con debito pubblico altissimo – e come si riempiono le “tasche” di uno stato? Tassando i suoi cittadini, e perché lo stato si è ritrovato con le tasche vuote? Per colpa dei governi precedenti, e chi era a capo dei precedenti governi? Berlusconi – Prodi – Berlusconi – che paese vario -. E quindi di chi è la colpa alla fin fine? Dello Psiconano, anche ma non solo ma ANCHE. Appurato questo in maniera comprensibile anche a chi si ostina a votare Berlusconi, ci vuole pazienza con certa gente dura di comprendonio – e sottolineando il fatto che il NacoproffProdi almeno ha fatto rientrare l’Italia nei parametri del sistema monetario Europeo – adesso tocca analizzare l’odierna situazione.

Il governo Prodi è caduto per colpa di Mastella, Mastella è stato portato in Parlamento da Prodi – erano alleati – e non solo è stato pure nominato Ministro della Giustizia da Prodi – si più ne parlo è più è chiaro che sia stato un gran pirla – ora che tutti lo dissacrano tocca ricordare che al sud Mastella aveva ed ha una percentuale di voti altissima, quindi, amori miei, a votarlo siete stai voi, mica io che c’ho la coscienza pulita manco l’avessi lasciata stanotte in varechina…

La legge elettorale non è cambiata – colpa di Berluska che ha detto NO, colpa di Prodi che neanche quello è riuscito a fare in 2 anni –

Stiamo in campagna elettorale, tra 25 giorni si vota, ma cosa? Chi? Perché?

Water viaggia sul suo camioncino dei playmobil verde per l’Italia e candida chiunque, dall’operaio della Tissen, unico sopravvissuto, alla bionda fighetta, al gggiovane imprenditore, fino ad arrivare a grande puffo passando per Gargamella, ovviamente, promette miracoli manco fosse Padre Pio – anche se non escludo che come colpo di scena finale possa farsi venire le stimmati – . La sua è la politica del maanche ovvero l’odierna visione del “tutto fa brodo” – che poi il brodo venga male è un’altra storia. Una cosa giusta l’ha detta quando a porta a porta che la campagna elettorale si gioca fino alla fine perché non siamo più negli anni 70’ dove uno la mattina si svegliava col pensiero di essere della DC o comunista o fascista, è vero, è così, peccato che il tono positivo usato era errato. La politica – quella vera, quindi non questa – è fatta di ideali specifici ed il fatto che oggi una persona non sappia bene quali sonomi suoi ideali, beh, non ha nulla di positivo, ma a Lui che gli frega, l’importante sono i sondaggi, l’importante è vincere, l’importante è il potere.

Votare lo Psiconano è per me come votare Totò Riina, contro ogni logica del giusto, anche Lui – che ogni tanto collassa, ma non muore mai, ahimè – vaga per l’Italia, sotto braccio all’avvoltoio Fini, consiglia alle precarie dal bel sorriso – e culo – di sposare miliardari – velato, ma non troppo, incitamento alla prostituzione, questo è vero, come è vero che c’è chi accetta e mette in pratica tale consiglio – lascia soldi in mano alle signore che disperate e poco dignitose confessano di non arrivare a fine mese – Achille Lauro docet – è legato alla Lega – ma solo al nord comparirà il simbolo, al sud c’è già troppa immondizia -, strappa in programmi degli avversari e firma contratti – da cui si può recedere, ovviamente – con gli Italiani, è uno show man, qualcuno gli dica che siamo in campagna elettorale non a X FACTOR.

Sono sempre stata rossa – anche se non ho mai mangiato bambini, credo siano indigesti – a modo mio, ovviamente il più giusto: non metterei mai in casa i busti di Lenin e Stalin – in quanto criminali assassini – non ho mai gridato né griderei in piazza “borghesi ancora pochi mesi”, perché sono una borghese come la maggior parte di quelli che l’hanno urlato lo urlano e lo urleranno – Bertinotti è borghese, Diliberto è borghese Frenk ‘nrg è borghese i Modena sono borghesi, insomma chi vogliamo prendere per il culo??? -, sono contro le etichette quindi per me non esistono proletari o borghesi, esistono persone, e punto. Sono per la pace ma non sono pacifista – perché è diverso – non ho la bandiera colorata con scritto PACE ma sono contro ad ogni forma di violenza, lo so io inutile sbandierarlo. Non mi vesto con pantaloni larghi magliettoni e non ho i rasta – un tempo avevo i capelli neri e blu e mi vestivo stranissima ma perché mi piaceva tanto essere un cartone animato – visto che andare a parlare con referenti di grandi società conciata così sarebbe ridicolo, amo i tailleur, il nero ed i tacchi alti, amo la libertà di potersi vestire in qualsiasi modo senza essere giudicati. Non compro mai nulla da equo e solidale anche se mi sento equa e solidale lo stesso. Non ho mai indossato la Kefia e non sono filo palestinese, ma neanche filoisraeliana comprendo le ragioni di entrambi i popoli ma che una “ragione” porti al massacro non la comprendo. Sono femminista, ovvero credo che A PARITA’ di capacità le donne debbano avere le stesse identiche possibilità – in qualsiasi campo – di un uomo, ma credo anche che molto spesso le donne, alcune donne, si vendano per troppo poco, e comunque col cazzo brucerei il mio wonderbra il piazza; Sono agnostica e non atea, credo che la religione limiti fortemente la visuale, non sono assolutamente anticlericale e rispetto qualunque credo purchè non venga imposto, però no, ne questo Papa ne questa Chiesa mi piace; credo fermamente che il 68 una svolta l’abbia data, credo che alcune libertà ed alcuni TABU sono stati veramente frantumati, ma credo anche, che, oggi più che mai, alcuni TABU debbano tornare perché non esiste niente di più divertente che infrangerli di nascosto, la conquista è la parte più bella. Il piacere della conquista oggi è stato dimenticato; non credo che le forze dell’ordine siano composte da criminali, ma credo che alcuni componenti lo siano; non sono antiamericana, non mi piace Bush, non sono fautrice del sogno americano ma l’America la voglio vedere e che stia anni luce avanti a noi, in parecchie cose è un dato di fatto per me inopinabile, non credo che noi siamo stati salvati, i partigiani hanno fatto molto con molto meno, credo però che nel 45 ci abbiano dato una gran mano e che non per questo la gratitudine debba essere eterna; ho amato Che Guevara, ho letto e so perfettamente chi è, uno dei miei viaggi ideali è quello di 4 settimane a Cuba, girarla in lungo ed in largo, conoscerne le viscere, non per questo sfoggio o sfoggiavo magliette rosse con la faccia del Che, le passioni non vanno nascoste ma neanche omologate.

Ho sempre votato Rifondazione, ma ora mi sembra totalmente assurdo votare la Sinistra Arcobaleno, sarebbe un voto sprecato sarebbe, un indiretto voto Berlusconiano, li votavo perché nonostante i loro errori mi sembravano vicine alle mie idee e coerenti a loro stessi – magra consolazione, un’insalatina verde dopo giorni di digiuno – ma dopo che Bertinotti ha accettato la presidenza della camera mi sono ricreduta, ora che nel simbolo hanno tolto la falce ed il martello sono stata delusa, e quell’insalatina verde ora come ora non mi sembra così male.

Annullare il voto è la mia decisione finale, o quasi, perché pare che annullando il voto in realtà – sempre in base alla vigente legge elettorale – che il voto nullo vada ad alimentare il premio di maggioranza della coalizione che risulterà vincente, su questo, appena il lavoro mi ridarà il tempo di un respiro profondo mi informerò seriamente.

Non votare, non recarsi alle urne a me dispiace, rinunciare ad un diritto e non far fronte ad un dovere importante come scegliere chi mi governa, la trovo un’ingiustizia da parte di chi ci ha disillusi, ma no, stavolta, stavolta il “male minore” non avrà il mio OK, stavolta a compromessi non si scende…

 



{Marzo 18, 2008}   …catene…

Mi hanno incatenata, ovvero mi hanno nominata in una catena di Sant’Antonio la colpevole è LaZara – tanto il blog è privato, inutile cliccarci sopra curiosoni!!! -, a quanto pare dovrei dire 7 miei sordidi difetti. Con la Zara faccio i conti più tardi – io ooodiiiooo le catene ma non so esimermi – intanto prendo la Patata e, non avendo segreti – e se ce li avessi di certo non li spiattellerei qui – dico 7 cose di me, a caso, come mi gira, come mi va…

 

Non è che ami moltissimo parlare di me anche se in questo blog non faccio altro, più che altro non amo descrivermi preferisco scrivere di idee o di scorci di vita – come li chiamo io – e far si che da li si capisca chi sono, poi ognuno interpreta, già perchè noi siamo chi realmente siamo ma siamo anche l’interpretazione che gli altri hanno di noi. Come primo punto potrei proprio mettere questo:

(1) Non è facile per me descrivermi e più facile raccontarmi e lasciare che gli altri si facciano un’idea e vivere in quell’idea.

(2) Sono di un indipendenza quasi maniacale, non chiedo e non accetto aiuto, mai. Sarà perchè vivo da quando sono molto piccola da sola, sarà perchè sono figlia unica di genitori separati sarò perchè ho più orgoglio che globuli rossi nel sangue io la parola aiuto non credo di averla mai proferita. Molto spesso questa mia indipendenza ha creato tanti casini anche perchè è vero che “chi va da se fa per tre” almeno quanto è vero che da soli non si va da nessuna parte. Facendo tutto da sola poi c’è da aggiungere che creo abnormi casini che grazie al cielo si ripercuotono solo su me stessa e sui miei nervi – che poi i miei nervi si ripercuotano su chi suo malgrado cerca di starmi accanto è un altro discorso – . Dovrei imparare a rendere chi mi ama più partecipe, imparerò, Prima o poi.

(3) Sono completamente priva di quella componente che noi donne dovremmo avere ovvero sono priva di solidarietà femminile – anche perchè secondo me non esiste – . E’ rarissimo che una donna mi stia simpatica anche se spesso – non si sa perchè, forse perchè in tutto vince chi sfugge – io risulto simpatica alle altre donne. L’unico modo per entrare nelle mie grazie – o disgrazie – che dir si voglia è quello di farsi stimare da me, e con questo salto a piè pari al (4): sono una fan sfegatata – potrei anche essere scambiata per mitomane – della stima, si, si non di Brad Pitt, non di Clooney ma della stima. Sono esageratamente amante della stima al punto che non riuscirei neanche a prendere un caffè o a sprecare 5 minuti del mio preziosissimo tempo con un essere vivente che non stimi, mi dispiace per gli altri ma è così, anche perchè il povero “nonstimato” verrebbe trattato malissimo, visto che (5) io non so tenermi niente dentro, se riesco – sudando freddo e soffrendo come una pazza – a contare fino a 10 comunque quello che penso mi si legge in faccia a lettere cubitali al neon, dovrei ricordarmi di mettere qualche maschera che nasconda le mie stizzite espressioni, oppure provare col botox, ci penserò.

(6) Sono una perfezionista. ATTENZIONE! Non intendo dire che sono ordinata – sarei una bugiarda cronica – sono semplicemente una perfezionista (cronica) sono capace di passare nottate intere dietro ad un lavoro solo per cercare la giusta tonalità di rosso per un grafico da presentare, sono capace di far impazzire un fidanzato di curiosità pur di non fargli vedere quella che sarà la casa dove andremo a vivere con i lavori dentro, la deve vedere finita e messa a posto. Sono alla perenne ricerca del perfetto, peccato che non esista. Me lo devo ricordare.

(7) Sono permalosa ma autoironica, ovvero: se qualcuno sottolinea qualche mio – rarissimo peraltro – difetto il mio ph dall’ottimale 5.5 arriva ad un grado di acidità che manco lo stomaco più affamato, quando invece sono io a trattarmi male, beh, potrei stare ore ed ore a ridere dei miei difetti, che poi, diciamocelo, non sono affatto così pochi – guai a chi lo ripete – .

Ecco io avrei finito, la patata non la lancio a nessuno, me la tengo che ancora mi serve…



{Gennaio 9, 2008}   …LA MIA STELLA POLARE…

Smisurata preghiera 
Alta sui naufragi 

dai belvedere delle torri 

china e distante sugli elementi del disastro 
dalle cose che accadono al disopra delle parole 
celebrative del nulla 
lungo un facile vento 
di sazietà di impunità 
Sullo scandalo metallico 
di armi in uso e in disuso 
a guidare la colonna 
di dolore e di fumo 
che lascia le infinite battaglie al calar della sera 
la maggioranza sta la maggioranza sta 
recitando un rosario 
di ambizioni meschine 
di millenarie paure 
di inesauribili astuzie 
Coltivando tranquilla 
l’orribile varietà 
delle proprie superbie 
la maggioranza sta 
come una malattia 
come una sfortuna 
come un’anestesia 
come un’abitudine 
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria 
col suo marchio speciale di speciale disperazione 
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi 
per consegnare alla morte una goccia di splendore 
di umanità di verità 
per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio 
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli 
con improbabili nomi di cantanti di tango 
in un vasto programma di eternità 
ricorda Signore questi servi disobbedienti 
alle leggi del branco 
non dimenticare il loro volto 
che dopo tanto sbandare 
è appena giusto che la fortuna li aiuti 
come una svista 
come un’anomalia 
come una distrazione 
come un dovere
 
Fabrizio De Andrè 



{Gennaio 8, 2008}   …DI VARIE ED EVENTUALI…

Sono reduce da giorni di influenza che mi hanno destabilizzata non poco, pur non sentendomi ancora in grandissima forma mi è toccato assolutamente tornare al mio amato e odiato lavoro…Ancora credo di aver capito poco e nulla riguardo a questa piattaforma, la reputo certamente graficamente molto più bella di quella dove vive il mio altro blog, ovvero splinder, se poi capissi qualcosa in più sarei una grande, appena avrò tempo cercherò di studiare… In questi giorni post festivi e fine festivi appena trascorsi oltre a smocciolare e a lottare con l’ago della bilancia, dopo aver trascorso alcuni giorni con mio stupore, e dopo aver capito quanto nonostante tutti i miei notevoli casini lui riesca a renderre la mia vita più serena…ho compreso, ho compreso di non aver mai comnpreso un cazzo…Ho 24 anni quindi non sono esageratamente grande ma neanche più una bambina, ahimè, la mia adolescenza come tutte le adolescenze delle ragazze non ipocrite della mia generazione è stata contrassegnata da vari ometti, da storie lunghe o più brevi, da storie durate anni o anche una sola notte, passata l’adolescenza è stato lo stesso, il mondo maschile, il maschio,il gioco tra uomo e donna, mi ha sempre attirata, ho avuto quasi ogni tipologia di uomo, ho anche per un periodo convissuto e tutti questi miei amori sono stati contrassegnati dal “non futuro”, sono sempre stata allergica al “per sempre” o comunque a promesse che avessero un termine superiore al mese, ho sempre pensato, forse per colpa della mia indole alquanto precaria, alla mia irrequietezza ed alla mia passionalità, che il vero amore nasce dal dolore, che una storia vera è una storia sofferta, viscerale…e non avevo capito un cazzo, ora lo so…Sono in grado di cavarmela da sola in qualsiasi situazione, sono estremamente indipendente e io mi basto, non credo che un uomo possa completare la mia vita, io mi completo da sola io mi avanzo anche a volte, ma in quanto essere umano ho bisogno d’amore, ed ora, solo ora ho capito che l’amore sono due sguardi verso il futuro, due sguardi complici, due sguardi affamati l’uno dell’altra, ma sono due sguardi, solo ora ho capito che il progetto a lungo termine forse è la base dell’amore, comunque poi in realtà vada, ora ho capito che sono pronta ad accogliere il mio più uno nella mia vita, Lui non mi completa, lo sono io fin troppo, Lui mi regala stupore felicità ed incanto, Lui migliora la mia vita, non è la mia vita, Lui è la mia speranza il mio progetto più importante la mia serenità…  



{Dicembre 27, 2007}   …altrove…

Ho già un blog, altrove, e sinceramente non conosco il motivo per il quale abbia deciso di crearne uno qnche qui, su una piattaforma diversa, forse perchè da eterna incostante amo creare sempre qualcosa di nuovo, ma per stavolta in vece di distruggere per ricreare ho mantenuto e creato altrove, non so se questo voglia dire che stia crescendo, e quindi capendo che non tutto il passato è da buttare, o semplicemente invecchiando, e quindi di conseguenza mi sto affezionando a ciò che è stato cercando di far si che sia il più possibile ciò che è…so che avevo voglia di nuovo senza perdere il vecchio…si ricomincia da qui, restando anche altrove, un dono dell’ubiquità che solo internet può dare…per fortuna o pultroppo…



eccetera