Mi hanno incatenata, ovvero mi hanno nominata in una catena di Sant’Antonio la colpevole è LaZara – tanto il blog è privato, inutile cliccarci sopra curiosoni!!! -, a quanto pare dovrei dire 7 miei sordidi difetti. Con la Zara faccio i conti più tardi – io ooodiiiooo le catene ma non so esimermi – intanto prendo la Patata e, non avendo segreti – e se ce li avessi di certo non li spiattellerei qui – dico 7 cose di me, a caso, come mi gira, come mi va…
Non è che ami moltissimo parlare di me anche se in questo blog non faccio altro, più che altro non amo descrivermi preferisco scrivere di idee o di scorci di vita – come li chiamo io – e far si che da li si capisca chi sono, poi ognuno interpreta, già perchè noi siamo chi realmente siamo ma siamo anche l’interpretazione che gli altri hanno di noi. Come primo punto potrei proprio mettere questo:
(1) Non è facile per me descrivermi e più facile raccontarmi e lasciare che gli altri si facciano un’idea e vivere in quell’idea.
(2) Sono di un indipendenza quasi maniacale, non chiedo e non accetto aiuto, mai. Sarà perchè vivo da quando sono molto piccola da sola, sarà perchè sono figlia unica di genitori separati sarò perchè ho più orgoglio che globuli rossi nel sangue io la parola aiuto non credo di averla mai proferita. Molto spesso questa mia indipendenza ha creato tanti casini anche perchè è vero che “chi va da se fa per tre” almeno quanto è vero che da soli non si va da nessuna parte. Facendo tutto da sola poi c’è da aggiungere che creo abnormi casini che grazie al cielo si ripercuotono solo su me stessa e sui miei nervi – che poi i miei nervi si ripercuotano su chi suo malgrado cerca di starmi accanto è un altro discorso – . Dovrei imparare a rendere chi mi ama più partecipe, imparerò, Prima o poi.
(3) Sono completamente priva di quella componente che noi donne dovremmo avere ovvero sono priva di solidarietà femminile – anche perchè secondo me non esiste – . E’ rarissimo che una donna mi stia simpatica anche se spesso – non si sa perchè, forse perchè in tutto vince chi sfugge – io risulto simpatica alle altre donne. L’unico modo per entrare nelle mie grazie – o disgrazie – che dir si voglia è quello di farsi stimare da me, e con questo salto a piè pari al (4): sono una fan sfegatata – potrei anche essere scambiata per mitomane – della stima, si, si non di Brad Pitt, non di Clooney ma della stima. Sono esageratamente amante della stima al punto che non riuscirei neanche a prendere un caffè o a sprecare 5 minuti del mio preziosissimo tempo con un essere vivente che non stimi, mi dispiace per gli altri ma è così, anche perchè il povero “nonstimato” verrebbe trattato malissimo, visto che (5) io non so tenermi niente dentro, se riesco – sudando freddo e soffrendo come una pazza – a contare fino a 10 comunque quello che penso mi si legge in faccia a lettere cubitali al neon, dovrei ricordarmi di mettere qualche maschera che nasconda le mie stizzite espressioni, oppure provare col botox, ci penserò.
(6) Sono una perfezionista. ATTENZIONE! Non intendo dire che sono ordinata – sarei una bugiarda cronica – sono semplicemente una perfezionista (cronica) sono capace di passare nottate intere dietro ad un lavoro solo per cercare la giusta tonalità di rosso per un grafico da presentare, sono capace di far impazzire un fidanzato di curiosità pur di non fargli vedere quella che sarà la casa dove andremo a vivere con i lavori dentro, la deve vedere finita e messa a posto. Sono alla perenne ricerca del perfetto, peccato che non esista. Me lo devo ricordare.
(7) Sono permalosa ma autoironica, ovvero: se qualcuno sottolinea qualche mio – rarissimo peraltro – difetto il mio ph dall’ottimale 5.5 arriva ad un grado di acidità che manco lo stomaco più affamato, quando invece sono io a trattarmi male, beh, potrei stare ore ed ore a ridere dei miei difetti, che poi, diciamocelo, non sono affatto così pochi – guai a chi lo ripete – .
Ecco io avrei finito, la patata non la lancio a nessuno, me la tengo che ancora mi serve…